FRANTOIO BALLARINI

Le origini del mulino-frantoio sono decisamente venerande e ci riportano addirittura all’undicesimo secolo con una proprietà riconducibile ai monaci Benedettini di Badia Calavena, e alla presenza, nel territorio della Val Tramigna di un sistema che contava ben 17 siti, tra mulini e frantoi, grazie alla presenza abbondante di corsi d’acqua. E così è tutt’oggi dove sorge il moderno frantoio Ballarini: annesso allo stabile insiste la turbina dell’antico mulino, nel verde che circonda la struttura scorre il Tramigna, e le antiche molazze in pietra di circa 200 anni fa fanno bella mostra di sé all’ingresso della proprietà.

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Vittorio, persona solida e pragmatica con la quale si entra immediatamente in sintonia, rappresenta la 4^ generazione dei Ballarini mastri oleari. La loro storia, fatta di passione e tradizione, inizia nel lontano 1926, quando acquisirono la proprietà del “mulino dei poveri”, cosiddetto perché fin dal 1827 – per mano dell’allora parroco di Illasi e a seguire dell’Opera Pia della Valle – con il reddito del mulino si sostenevano le famiglie più povere e, durante la Grande Guerra, i figli dei soldati chiamati al fronte.

Quindi, quest’anno, il manufatto che nel corso del secolo da mulino è diventato definitivamente frantoio, scandisce i suoi primi 90 anni di attività. Rigorosamente a carattere famigliare: di padre in figlio. E infatti, Vittorio, non nasconde l’orgoglio per il primogenito Davide di 4 anni che già si affaccia al mondo dell’olio e al quale la famiglia ha dedicato l’etichetta che identifica la cultivar coratina. Un olio monovarietale, corposo e robusto, che solo i Ballarini producono in tutto l’Est veronese e che hanno battezzato “5^ generazione”.

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Ed è sempre nel rispetto della tradizione che Vittorio ci racconta di come – lui, i fratelli Michele e Alessio e il padre Giorgio con la madre Dina – intendono innovare l’azienda per renderla sempre più accogliente e in linea con le esigenze di un pubblico accorto e responsabile.

Da un lato, l’attenzione alla produzione di un extravergine di oliva biologico che nel 2015 si è qualificato quale miglior olio Veneto al “Biol Territory”, dall’altro, la volontà di avviare la ristrutturazione degli spazi fisici che ospitano l’azienda per ricavarne una sala degustazione e un piccolo museo dell’olio e delle attrezzature dell’arte olearia.

Vittorio conferma che la ricerca della qualità e della genuinità della produzione rimane una costante rispetto alla quale perseverare, ma, nel contempo, loro guardano sempre avanti e non disdegnano l’utilizzo di tecnologie moderne, sicure ed efficienti. Si augura invece che la sua terra, la Val Tramigna, seconda vallata veronese come produzione olivicola (20.000 olivi vi hanno dimora) possa preservarsi tale nel panorama dell’Est veronese: un luogo pressoché immutato e intatto nei secoli, patria di viti e ulivi, e patrimonio di eccellenze made in Italy.

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